lunedì 17 settembre 2018

IL COMPLOTTO LOGORA CHI NON LO FA

Non so perché mi è venuto in mente di parafrasare un noto detto di quella volpe di Andreotti. Forse perché in questi ultimi tempi sono incappato in tutta una serie di notizie, smentite, commenti, ipotesi e chi più ne ha più ne metta, su tutta una serie di argomenti apparentemente slegati fra loro, ma che forse, nell’economia dell’attuale zeitgeist, lo spirito del tempo, non lo sono.
Del crollo del ponte Morandi ho già scritto ciò che penso, e in linea di massima rimango dello stesso parere: si è trattato di una demolizione controllata, e numerosi elementi e analisi comparsi recentemente in rete rafforzano questa mia convinzione. Ad esempio il video diffuso dalla polizia di stato, ricavato da una delle telecamere di sorveglianza della Società Autostrade, palesemente e maldestramente manipolato prima di andare in dissolvenza per un “black-out elettrico”. A parte il fatto che il video in questione, al momento della sua diffusione, era stato espressamente dichiarato come “non manipolato”, non si capisce come un black-out elettrico possa mandare le immagini registrate in dissolvenza. Ad ogni modo, qualcuno ha già fatto un esposto in procura in merito a questo. Vi prego altresì di notare una strana “nuvoletta” bianca che compare proprio in corrispondenza del passaggio del famoso camion verde della Basko, dietro lo stesso e un attimo prima che le immagini spariscano per andare in dissolvenza. Curioso, non è vero? 
Il buon Massimo Mazzucco riporta poi su LuogoComune: “A quanto pare, i giornalisti del New York Times hanno avuto un accesso privilegiato a quello che nessuno italiano è ancora riuscito a vedere: il video integrale del crollo del ponte Morandi.
In questo articolo, pubblicato ieri in versione italiana, il New York Times ha presentato una ricostruzione visiva del crollo del ponte, dichiarando: ‘Il New York Times ha ricostruito l’accaduto basandosi su un elemento cruciale per le indagini, i video registrati dalle telecamere di sicurezza.’
Notiamo che nella versione inglese dell'articolo si dice invece ‘The New York Times has recreated what happened by using investigators’ descriptions of a central piece of evidence — video footage captured by a security camera.’ Che tradotto significa: ‘Il New York Times ha ricostruito quello che è successo utilizzando la descrizione degli inquirenti del principale elemento probante, le riprese video di una telecamera di sicurezza.’
Ma la differenza non è poi tanta: che i giornalisti abbiano visionato personalmente la ripresa, oppure che ne abbiano raccolto la descrizione da parte degli inquirenti, il risultato non cambia: loro sanno cosa è successo, e noi no.” E giustamente conclude: “Ma è possibile che non ci sia un solo giornalista italiano che si ribelli al fatto che quelli del NYT abbiano potuto vedere (o comunque ricevere una descrizione dettagliata) del video del crollo, e noi no?” 
Altra stranezza (ma neanche tanto), non mi risulta che la procura abbia mai rilasciato alcuna dichiarazione sui lavori in corso sul ponte la notte prima del crollo, chi li stesse eseguendo e di che natura fossero, né peraltro mi risulta che alcuna testata giornalistica mainstream abbia ritenuto interessante chiederne conto.
Passando ad un altro argomento, mi avevano colpito i toni apocalittici con i quali, alcuni giorni fa, si preannunciava l’arrivo sulla costa orientale statunitense dell’uragano Florence (“sarà catastrofico”, “potrebbe fare molti morti”, “estremamente pericoloso”), in quel momento classificato di Categoria 4 (“se raggiungerà il Nord Carolina come Categoria 4, sarà la tempesta più potente di sempre abbattutasi sulla regione”). Al momento di toccare terra, però, aveva perso potenza sino ad essere declassificato a tempesta tropicale e, nonostante numerosi danni e parecchi morti (13, al momento in cui scrivo), tutto sommato non si è rivelato più catastrofico di altri eventi simili negli anni scorsi. Meglio così, però mi domando se sia così normale un decorso del genere, per quanto favorevole. Già in passato, ad esempio col famigerato Katrina, erano emersi elementi a suggerire la capacità tecnologica (HAARP e i suoi “fratelli”) di poter manipolare e/o deviare gli uragani a proprio uso e consumo. Se la memoria non mi inganna, prima di deviare quasi inspiegabilmente verso New Orleans, Katrina si stava dirigendo dritto verso Galveston (e i suoi impianti petroliferi, il che avrebbe avuto conseguenze assai più catastrofiche, anche dal punto di vista economico/industriale, di quello che colpì la cittadina texana nel 1900)...

Nel frattempo il tifone ShanZhu (o Mangkhut), definito “altamente distruttivo”, dopo aver devastato le Filippine e causato 64 morti, sta imperversando a piena potenza sulla Cina meridionale. 



Ha un diametro di ben 550 km e sembra destinato a fare storia, in quanto è il più grande e distruttivo mai registrato dal 1949.



Poco prima che giungesse in Cina, dove si trova l’amico e collaboratore Diego Antolini (The X-Plan), mi ero sentito proprio con lui raccomandandogli di verificare qualunque anomalia si registrasse in particolare durante i forti temporali. Detto, fatto: ecco uno straordinario video registrato a Guangzhou (ex-Canton), capitale della provincia del Guangdong. 


Nonostante si sia cercato di farlo passare come “fake”, in base alle informazioni in nostro possesso questo filmato è assolutamente autentico. Chissà se questo evento ha un qualche genere di relazione con un’altra notizia che avrebbe dovuto trovare ampio spazio anche sui media mainstream, ma è per ora rimasta confinata al web e ai social network. Mi riferisco allimprovvisa evacuazione del National Solar Observatory di Sunspot, nel New Mexico, che ospita uno dei più potenti telescopi al mondo per l’osservazione del Sole, per ragioni “di sicurezza” peraltro non specificate, da parte dell’FBI, che avrebbe anche chiuso l'unico ufficio postale in zona. 

Nella relativa contea di Otero i residenti hanno riferito della presenza, oltre che dell’FBI, dei militari della Guardia Nazionale e del sorvolo di elicotteri militari Black Hawk sulla città. L’ordine di evacuazione doveva essere temporaneo ma al momento non risulta che sia stato revocato o che sia stata fornita alcuna motivazione, anche se il quotidiano locale Alamogordo Daily News scrive che l'osservatorio dovrebbe riaprire proprio oggi, lunedì. Peraltro sembra che contemporaneamente all’osservatorio solare nel New Mexico siano stati chiusi altri sei osservatori solari (Australia, Cile, Spagna, Pennsylvania e due alle Hawaii) e tutte le relative telecamere solari/spaziali bloccate. 
Forse il motivo è che un gigantesco oggetto apparentemente metallico sarebbe stato fotografato vicino al Sole. Almeno, questo è quanto ha dichiarato l’11 settembre sulla sua pagina Facebook Maria G. Hill di Salem, Indiana, che col proprio iPhone 8 dotato di adattatore avrebbe fotografato qualcosa di straordinario, descrivibile come grandi UFO a forma di disco e un’enorme flotta di UFO più piccoli che li accompagnano.




A complicare le cose ci si è messa la NASA, con le misteriose immagini della sonda SDO – Solar Dynamics Observatory – che ha registrato il transito di un “enorme” corpo celeste davanti al Sole. In pratica, sarebbero stati registrati due transiti lunari mentre la Luna passava davanti al Sole. Un transito avviene quando un corpo celeste passa tra un corpo più grande e un osservatore. 
La NASA ha dichiarato che il primo transito lunare è durato un’ora, dalle 16:30 alle 17:30 EDT e ha oscurato il 92% del Sole al culmine del suo viaggio. 
Il secondo transito è avvenuto parecchie ore dopo, alle 21:52 ed è durato complessivamente 49 minuti, terminando alle 22:41 EDT. Questo transito ha oscurato solo il 34% del Sole al suo apice. 



Il problema è che se osservate il filmato dell’SDO, la Luna sembra andare in una direzione per poi invertire la rotta e attraversare nuovamente il Sole, e per quanto ne sappiamo ovviamente la Luna non cambia direzione. Dunque, se la Luna non cambia direzione e nell’arco di poche ore attraversa nuovamente il campo solare, allora di cosa potrebbe trattarsi? Lascio a voi trarre le pur incredibili ma ovvie conclusioni...




venerdì 7 gennaio 2011

IL GRANDE FREDDO

Lunedì 20 marzo 2000 una pagina web di The Independent titolava “Adesso le nevicate sono qualcosa che appartiene solo al passato”. Un magnifico esempio di come, sin da allora, i media di tutto il mondo hanno fatto a gara nel diffondere il verbo del cosiddetto “riscaldamento globale”, la nuova religione scientifica foriera di prebende e riconoscimenti nei confronti dei suoi evangelisti (un premio Oscar e un Nobel per l’ex vicepresidente Al Gore) e di lucrosi affari per i propri adepti (lo scandaloso commercio delle “quote di emissione” fra paesi che inquinano di più e paesi che inquinano meno e altre trovate del genere...).


Ironia della sorte, dieci anni dopo l’Europa settentrionale è avviluppata da una morsa di freddo che non si vedeva da tempo, con record locali di basse temperature che non si registravano da secoli. Ma lo stesso vale per gli Stati Uniti, dove la neve è caduta persino nel deserto dell’Arizona e in California.




Che dire poi delle nevicate in Australia? Si tratta di un’anomalia particolarmente significativa e preoccupante, se si considera che in quell’emisfero questo è il periodo estivo, alla quale si sono aggiunte le inusitate e devastanti alluvioni che hanno martoriato il Queensland.





Il lungo elenco delle più recenti stranezze meteorologiche non sembra aver scalfito più di tanto le certezze dei sostenitori del riscaldamento globale di origine antropogenica, che anzi le presentano come una paradossale conferma della loro teoria sempre più traballante, senza alcun senso del ridicolo. Un dato apparentemente certo è che queste anomalie sono state indotte da una radicale modificazione del “jet stream”, la corrente a getto che normalmente soffia dall’Atlantico sopra l’Europa settentrionale e che ora si è spostata di svariate centinaia di chilometri più a sud.



La logica domanda a questo punto è: cosa ha provocato lo spostamento del jet stream? La risposta potrebbe avere a che fare col progressivo rallentamento della Corrente del Golfo e conseguentemente del “nastro trasportatore” di quella nordatlantica, osservato in decenni di studi, e recentemente sfociato in un “blocco” favorito dal disastro petrolifero nel Golfo del Messico, come illustrato alcuni mesi fa da Gianluigi Zangari, fisico del CNR.

Le conseguenze sul clima sono imprevedibili, ma puntano all’avvento di una nuova Era Glaciale (piccola o meno che sia) che attanaglierà il continente europeo nei prossimi anni. Va detto che nell’equazione vanno considerati anche i cicli solari e l’insolita attività della nostra stella. Una brillante disamina su questi meccanismi è reperibile qui. Se questa tendenza climatica si dimostrerà attendibile, come sembra, immaginate quali conseguenze potrà avere per le coltivazioni e le derrate alimentari, se ad esempio le nevicate si protrarranno ben oltre la norma... gli elementi per una potenziale crisi alimentare mondiale ci sono tutti.



video

Un aspetto da non trascurare è proprio l’attuale situazione nel Golfo del Messico, di cui nessuno parla più: a parte le numerose, gravi patologie manifestate da molti dei residenti, in particolare fra coloro che hanno partecipato alle operazioni di ripulitura, sembra che la fuoriuscita di petrolio sia tutt’altro che cessata (qualcuno stima che almeno il 79% di tutto quello disperso durante l’emergenza si trovi ancora lì, adagiato sul fondo del mare) e che la BP stia pompando enormi quantità di Corexit (il solvente estremamente tossico utilizzato sin dall’inizio per dissolvere e “precipitare” il petrolio in profondità) direttamente in corrispondenza delle falle, coadiuvata dalle forze armate USA che lo spruzzano con dei C-130 sulla superficie del mare di notte, per non essere notati dalla popolazione. La monumentale quantità di agenti chimici tossici dispersi imporrà un pesantissimo, forse fatale tributo all’ambiente di un’area vastissima e alle popolazioni che ci vivono. Le conseguenze per l’ecosistema, la catena alimentare e la salute di milioni di persone sono semplicemente catastrofiche e, quel che è peggio, numerosi elementi suggeriscono che non si sia trattato di fatalità o incompetenza. Appena possibile, compilerò una dettagliata sintesi degli eventi e della loro gestione da parte delle cosiddette “autorità”, allo scopo di tracciare un quadro di quello che la storia ricorderà come il più grave disastro ambientale dell’era moderna.

Negli ultimi giorni una eccezionale morìa di pesci e di uccelli ha inizialmente interessato lo stato dell’Arkansas, per poi estendersi virtualmente in tutto il mondo (1, 2).

Ecco alcuni dei resoconti locali: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.


Lungi dall’essere un semplice fenomeno “fortiano” (come le celeberrime piogge di rane viste nel film Magnolia...), si tratta di un evento che sta disorientando autorità e studiosi. Dopo le prime fantasiose spiegazioni ufficiali (come i botti di capodanno che avrebbero disorientato e stordito gli uccelli), escluso un avvelenamento (la strage ha interessato selettivamente specifiche specie di animali), ora i ricercatori si stanno sbizzarrendo con svariate ipotesi, una delle quali mi trova concorde. Alcuni elementi, infatti, suggeriscono che ad essere implicato potrebbe essere il solito sistema HAARP o sistemi elettromagnetici analoghi. Se fosse così, dobbiamo pensare a una sorta di test, o a qualcosa di ancor più sinistro e minaccioso?


Per concludere, una stranezza che ha riguardato questo fiume nel Goldstream Provincial Park, isola di Vancouver, Canada, che per circa un’ora è diventato inspiegabilmente verde brillante per poi tornare del tutto normale. Al momento, non esistono spiegazioni del fenomeno.




Se il buongiorno si vede dal mattino, questo 2011 promette di essere ricco di sorprese, quindi... buon anno!

martedì 28 settembre 2010

STORIE DI STRA(KER)ORDINARIA FOLLIA

L’altra sera mi sono fatto una lunga chiacchierata col mio fraterno amico e gestore del forum di NEXUS, Andrea Rampado, allo scopo di fare il punto della incresciosa situazione che si è venuta a creare con Rosario Marcianò, il quale ha pensato bene di sporgere denuncia nei nostri confronti per diffamazione (articolo 595/3 CP), sostituzione di persona (articolo 494 CP) e accesso abusivo di sistema informatico (615TER CP).



Ipotizzando che ci fossimo noi dietro un utente iscritto col nome di Straker (registrato con l’indirizzo email di rosario.marcianò@gmail.it dal quale è giunta la risposta di verifica) che si è spacciato per il vero Rosario Marcianò, quest’ultimo (senza sentirsi in dovere, vista la rilevanza penale delle accuse formulate, di contattarci preventivamente via telefono o altro per un chiarimento) ha sporto denuncia, che in seguito ci è stata notificata dalla locale stazione dei Carabinieri. Non mi dilungo sui gravi disagi per Andrea (che ha dovuto, già in precarie condizioni di salute, perdere una giornata di lavoro passata in auto su e giù dalla Lombardia) e la perdita di tempo prezioso per me; né sul danno per l’immagine e la reputazione dei sottoscritti e delle nostre rispettive attività. Mai come in questo caso vale il detto che “Chi semina vento, raccoglie tempesta”...

Mi risulta che Marcianò, il quale si dichiara un esperto informatico, avesse già segnalato le attività in rete di questa persona sin dal giugno 2009, però ha atteso che quest’ultima arrivasse sul nostro forum per denunciarci. D’altra parte Andrea, ligio al detto cinese che “se qualcuno te la mette nel c..o, non muoverti: faresti il suo gioco!”, nonostante l’invito dei “provocatori” a congelare il forum, lo ha lasciato attivo e si è limitato ad aspettare che il falso Marcianò entrasse nel forum, ne ha tracciato l’IP, ha rintracciato l’azienda da dove originava il collegamento e in quattro e quattr’otto l’ha smascherato. Questo è il risultato:


Buonasera a tutti

Scrivo queste righe dopo essere venuto a conoscenza di quanto sta realmente accadendo tra il Sig. Marcianò e la redazione di NEXUS, in particolare mi riferisco ad una querela sporta dal

Sig. Marcianò maturata in seguito ad un crescendo di incomprensioni tra le due parti.

In qualche modo sono entrato anche io in questa storia, del tutto innocentemente ho infatti avuto l'idea di registrarmi nel forum di NEXUS con il nick ::Straker:: il nove di questo settembre, quello che è successo in seguito è di pubblico dominio.

Non è di pubblico dominio però quella che è stata la mia reale intenzione nel postare quegli interventi, che ricalcavano comunque il pensiero espresso dal Sig. Marcianò nel suo blog www.tankerenemy.com.

Prima di tutto non era mia intenzione impossessarmi dell'identità di nessuno, tantomeno tentare di delegittimarlo o creare dei problemi a lui o al forum di NEXUS.

L'unica mia vera intenzione era quella di aprire un canale di dialogo costruttivo, attraverso una rappresentazione caricaturale di quello che era il clima instauratosi nei confronti di Armando De Para.

Erano volate parole grosse tra la redazione di NEXUS e i gestori del sito tankerenemy, si parlava di agenti infiltrati, paranoia e questo già da ben prima del mio intervento, quello che ho fatto io è stato di esporre questa contrapposizione che si era venuta a creare, in termini volutamente esagerati in modo da indurre una riflessione tra le parti e tra quanti leggevano quel susseguirsi di accuse reciproche.

A chi ha giovato quell'atteggiamento, a nessuno credo, ed il mio intervento, volente o nolente ha comunque smosso qualcosa, anche se purtroppo ha sortito l'effetto contrario di quello che volevo ottenere, un ulteriore inasprimento della situazione, culminata in una querela verso la redazione di NEXUS.

Per questo sono qui a scrivere questa lettera questa sera, dopo una chiacchierata con Andrea sono giunto alla conclusione che, per quello che mi attiene, porgo le mie più sentite scuse ai gestori di tankerenemy Antonio e Rosario Marcianò, sperando che vogliano accettarle e ribadisco che il mio intervento non era mirato nè alla diffamazione nè tantomeno alla loro delegittimazione.

Porgo le mie scuse alla redazione di NEXUS e a Tom Bosco nella misura nella quale i miei interventi possano aver contribuito all'inasprimento dei rapporti tra loro e Marcianò.

Spero che la situazione possa essere ricondotta ad un clima di serenità e cooperazione e che venga sotterrata l'ascia di guerra che vedo agitarsi in aria, quest'ascia ha già causato del dolore a tutti.

Informo anche che provvederò a cancellare l’utenza ::Straker::

Ringrazio Andrea per la disponibilità e per aver capito il mio punto di vista.

Autorizzo la redazione di NEXUS a pubblicare, se necessario, questa lettera, omettendo di specificare le mie generalità.

Questa storia mi è già costata troppo.

In fede

E. L.


A questo punto è lecito domandarsi se il vero scopo della denuncia in questione fosse di identificare il “falso” Straker o non invece arrecarci danno e delegittimare la nostra attività... Come ricorderà chi ha seguito i prodromi di questa penosa vicenda, la prima scintilla è scoccata quando abbiamo prima accettato nel forum e poi addirittura elevato al rango di “provocatore” di una sezione un tal Gucumatz, nonostante ci fosse stato segnalato che si trattava di un personaggio indubbiamente problematico. Sollecitati da Marcianò ad allontanarlo dal forum in quanto a suo dire si trattava di un noto disinformatore membro del CICAP, non abbiamo accettato di farlo, nonostante potesse anche essere chi viene affermato che sia. Abbiamo chiarito che sul forum di NEXUS chiunque ha il diritto di esprimere le proprie idee. Come dice Andrea, nel nostro forum i "rifiuti" vengono “trattati e riciclati” (la sua specialità...), essendo una sorta di “centro di recupero” per la variegata umanità che lo frequenta: professionisti plurilaureati, preti, santoni, contattati, di tutto e di più! Per questo non esistono moderatori, bensì provocatori, degni dei “peggiori bar di Caracas”. Va poi sottolineato che vi sono molti modi di provocare: chi viene allo scopo di provocare gratuitamente, trova poi pane per i suoi denti, ma il fatto di accettare invece di confrontarsi civilmente con gli altri crea fra i gestori e i partecipanti alle discussioni una fertile sinergia, un momento di crescita personale e collettiva. Gucumatz ci ha dato questa possibilità, ricevendone in cambio l’occasione di capire qualcosa di più.

In questo mondo alla rovescia, dove i veri scettici passano per complottisti, i presunti scettici si bevono qualunque idiozia purché di fonte ufficiale o “specialistica”, e i liberi pensatori diventano disinformatori, capita anche che qualcuno si appropri indegnamente di un nome e millanti poi una sostituzione di persona. Ed Bishop si starà rivoltando nella tomba, ma per noi rimane l’unico, vero e inimitabile Comandante Straker che, quando eravamo ragazzini, difendeva la nostra Terra dagli invasori alieni. Grazie, Ed!





lunedì 13 settembre 2010

CONVERGENZE PARALLELE

Sabato 11 settembre 2010, data dell’incontro organizzato a Milano dal David Icke Meetup al quale Paolo Attivissimo ed io partecipavamo come relatori sugli attentati avvenuti sul suolo statunitense nove anni fa, il gioco al massacro che qualcuno forse auspicava non c’è stato. Il fatto che io non condivida molte delle sue posizioni su svariati argomenti e non ne abbia stima a causa di certi suoi atteggiamenti spesso inutilmente arroganti e presuntuosi, tipici di chi è convinto di avere la Verità in tasca, non significa che egli non meriti quel rispetto che per mia natura porto nei confronti di chiunque faccia altrettanto. Il confronto, fatto salvo uno spiacevole episodio di intemperanza, è stato pacato e produttivo, anche se non mi è affatto piaciuto il tono inquisitorio e la maleducazione con cui venivo interrotto mentre argomentavo le mie risposte ad alcuni infervorati giovani simpatizzanti di Attivissimo.

Partendo dal presupposto che col tempo a mia disposizione non avrei mai potuto esporre esaurientemente le innumerevoli anomalie emerse in questi nove anni di indagini sugli attentati al WTC e al Pentagono, nonché sul Volo United 93 schiantatosi in Pennsylvania, né tantomeno inquadrarle in un contesto geopolitico, mi sono limitato a sottolineare la quantità e varietà di associazioni e comitati che sollecitano l’apertura di una nuova inchiesta sui tragici fatti, e a fornire qualche elemento di riflessione, meritevole a mio avviso di ulteriore approfondimento.

Attivissimo è stato assai circostanziato nella sua esposizione e addirittura stupito che ancora si stesse a discutere di certe cose: è tutto lì, nel sacro testo, il Rapporto della Commissione sui fatti dell’11 settembre. Basta leggere. Date retta agli esperti, loro sanno di cosa parlano, voi a quanto pare no. Se vi dicono che è assolutamente normale che due grattacieli di centodieci piani crollino quasi a velocità di caduta libera sulle proprie fondamenta un’ora dopo essere stati colpiti da un aereo, e un terzo faccia la stessa cosa senza nemmeno essere stato colpito direttamente, non date retta al vostro buonsenso: credeteci. È nel rapporto del NIST. Io invece mi stupisco che lui ancora invochi una richiesta di fede in un rapporto “sbufalato” dal grande David Ray Griffin col suo Rapporto della Commissione 11 settembre. Omissioni e distorsioni, per non parlare di quello del NIST, smontato pezzo per pezzo da Mark H. Gaffney (Dead on Arrival – The NIST 9/11 Report On The World Trade Center Collapse). Ah, già: il punto è che costoro non sono esperti professionisti, non hanno le competenze tecniche necessarie e quindi non sono abilitati a fornire una spiegazione né tantomeno una confutazione, per quanto ragionevole, convincente e circostanziata essa sia. Insomma, è solo una questione di certificazione, e tutti gli argomenti, gli elementi, i fatti e i ricercatori che non hanno il Bollino Blu non hanno alcuna dignità di replica. Ma oggi a far sentire la propria voce sono migliaia di professionisti dei più svariati settori (piloti, controllori di volo, ingegneri, architetti, cattedratici, avvocati, medici, militari, agenti dell’intelligence, personaggi politici, artisti, e chi più ne ha più ne metta…), appoggiati da una minoranza di persone variegata e in costante aumento. Siamo davvero convinti che siano tutti (me compreso) preda di un delirio collettivo?

Personalmente ritengo che la questione della competenza sia del tutto fuorviante, ed è proprio la storia ad insegnarcelo: per fare solo un esempio, furono i maggiori esperti della loro epoca a dichiarare che “Le macchine volanti più pesanti dell’aria sono impossibili” (Lord Kelvin, presidente della Royal Society, 1895); che “Le macchine volanti potranno infine essere più veloci; verranno utilizzate nello sport, ma non si possono concepire come vettori commerciali” (Octave Chanute, pioniere dell’aviazione, 1904); che “Gli aeroplani sono giocattoli interessanti ma di nessun valore militare” (Maresciallo Ferdinand Foch, comandante francese delle Forze Alleate durante gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale, 1918); che “Atterrare e orbitare attorno alla Luna presenta così tanti problemi per il genere umano che alla scienza potrebbero servire ancora 200 anni per superarli” (Science Digest, agosto 1948) o addirittura che “Tutto ciò che può essere inventato è stato inventato” (Charles H. Duell, Commissario dell’Ufficio Brevetti degli USA, 1899). Paradossalmente, l’invenzione dell’aereo non la si deve a ingegneri plurilaureati ma a due geniali costruttori di biciclette, Wilbur e Orville Wright, e ad interessarsi dei loro primi voli non furono affatto le maggiori testate giornalistiche dell’epoca, bensì il Virginian Pilot, uno sconosciuto giornale locale. Se poi vogliamo fare l’esempio opposto, viene da domandarsi com’è possibile che il geniale Nikola Tesla, insignito dei massimi riconoscimenti scientifici del tempo e al quale dobbiamo i più importanti sviluppi tecnologici del secolo scorso, sia stato virtualmente cancellato dai libri di storia e dalla memoria collettiva, salvo ritrovare una certa notorietà negli ultimi anni grazie anche alla cosiddetta stampa “alternativa”. Potrei riempire pagine con nozioni di questo tenore, ma il concetto è chiaro: spesso non sono i titoli accademici a fare la storia, bensì casomai il contrario.

Non mi piace proprio il termine “complottista” (il quale paradossalmente ben si addice ad alcuni sostenitori di Attivissimo, che fantasticano di fumose strategie di comunicazione messe in campo dal sottoscritto alla conferenza per acquisire un’immeritata credibilità… troppo semplice parlare di normale educazione e disponibilità al confronto!) in quanto è un calderone che contiene tutto e il suo contrario, etichetta perfetta da affibbiare quando si vuole delegittimare in partenza chiunque abbia una visione non omologata della realtà e degli eventi e una opinione deviante dai paradigmi stabiliti dal sistema. Per fare un esempio, talora sono stato associato a “quelli che non credono che l’uomo sia andato sulla Luna”, nonostante non abbia mai scritto o dichiarato nulla in tal senso: io sono convinto che l’uomo sulla Luna ci sia stato eccome, seppure non secondo le modalità fornite dalla versione ufficiale. Se rigetto in toto quella degli eventi dell’11 settembre 2001, è semplicemente per via della sua palese assurdità e delle innumerevoli contraddizioni e anomalie che potrebbero spesso avere una spiegazione se prese singolarmente, ma di certo non collettivamente, non fosse altro che per un mero calcolo statistico (sempre che nel frattempo la statistica non sia diventata un’opinione…). Come ho già avuto modo di rimarcare in altre sedi, il mio approccio e quello di Attivissimo sono diametralmente opposti: il suo è caratterizzato da uno scientismo riduzionista che cerca di scomporre tutto in fattori spiegabili razionalmente; analizza ogni albero e non vede la foresta. Il mio è di tipo più olistico, onnicomprensivo, una deformazione professionale dovuta al fatto di dirigere da anni la rivista NEXUS, che in latino significa “nesso”. Da qui la citazione delle “convergenze parallele” nel titolo: malgrado l’apprezzabile disponibilità al confronto pubblico, tendenzialmente non vi saranno spostamenti di fronte tra il gruppo dei sostenitori della versione ufficiale e quello degli scettici (un meccanismo psicologico magnificamente esposto da Nikola Duper durante la sua eccellente relazione, sfortunatamente mancata da Attivissimo). Anche e soprattutto in questo caso si applica la “metafora perfetta” del carteggio epistolare Gossage-Vardebedian (leggetelo, ne vale davvero la pena). Ciò nondimeno, nulla vieta di organizzare un nuovo incontro pubblico con maggior tempo a disposizione dei relatori e articolato su alcuni punti precisi, magari i classici dieci, scelti dal sottoscritto e controargomentati da Paolo Attivissimo: starà al pubblico in sala decidere quali saranno le argomentazioni più convincenti, e ognuno potrà formarsi la propria opinione in piena libertà. Potremmo considerare quello di sabato come un primo approccio esplorativo in vista di ulteriori occasioni di incontro e condivisione, piuttosto che di scontro e delegittimazione: intanto abbiamo dimostrato che questo è possibile, e mi sembra davvero un gran risultato. E valga quel che una volta disse un saggio: “La risposta è solamente il punto in cui ti sei stufato di pensare.”

giovedì 9 settembre 2010

SCIE CHIMICHE, DISINFORMAZIONE E PARANOIA

L’ultima cosa che avrei mai immaginato è quella di dovermi occupare, in questa sede, di questioni che hanno ben poco a che fare con l’informazione e molto invece con sterili e inutili polemiche che non fanno altro che il gioco di tutti coloro che vorrebbero screditare un argomento tanto importante (e a me, come molti di voi sanno, assai caro) come quello delle scie chimiche. Onde evitare di sparare sulla croce rossa, non farò il nome del protagonista di questa incresciosa situazione, ma credo sia relativamente facile per chiunque intuire o scoprire di chi stia parlando…

Tutto cominciò un bel giorno in cui il personaggio in questione, noto ricercatore e divulgatore nell’ambito delle “chemtrails”, mi segnalò che il forum del sito di NEXUS era letteralmente “infestato” da debunker e disinformatori, e addirittura che alcuni ne erano diventati moderatori. Piuttosto allarmato, gli risposi che avrei approfondito la faccenda con l’amministratore del forum stesso, il mio amico e collaboratore Andrea Rampado, al quale lo rimandavo per delucidazioni. Non mancai di spiegargli che il forum di NEXUS, pur riflettendo lo spirito della rivista e del sito, era una creatura a sé stante e decisamente atipica. Quando, davanti a due robuste Tennent’s, Andrea ed io immaginammo questo spazio di discussione, ribaltammo tutti gli schemi: gli iscritti inizialmente erano “seccatori”, per poi progredire a “paraculo”, “complottisti”, etc. (non mi sembra di aver ancora visto assegnato l’inarrivabile titolo di “Jedi”…); la figura del moderatore veniva cancellata a favore di quella del “provocatore”, uno stimolo al confronto, alla riflessione, alla condivisione, alla ricerca della verità e della conoscenza. Questo ha significato che nel forum non sempre le posizioni di certi “provocatori” riflettessero le mie, e viceversa, ma il dibattito era sempre basato sul rispetto e sull’intelligenza da parte di tutti, e quelli che sgarravano venivano inesorabilmente emarginati. A causa dei numerosi impegni non sono mai riuscito a seguire il forum quanto avrei voluto, ma di certo la quantità e qualità delle discussioni e degli argomenti era, ed è, da Top Class.

Per farla breve, tra Andrea e mister X è iniziato via email un dialogo tra sordi, e la cosa è degenerata quando alcune porzioni (e solo alcune porzioni, estraniate dal contesto) del carteggio sono state da quest’ultimo postate sul suo blog, insieme ai dati sensibili di Andrea e a epiteti della peggior specie. Di colpo, il forum di NEXUS (e di riflesso la rivista, che per la cronaca in Italia è stata la prima ad occuparsi di scie chimiche, nel lontano 1998), il suo amministratore ed io stesso siamo diventati dei collusi col sistema, disinformatori e venduti (e chi più ne ha, più ne metta…). Quando poi ha scoperto di un convegno organizzato a Milano l’11/9, al quale parteciperò come relatore e al quale sarà presente anche Paolo “Goebbels” Attivissimo, apriti cielo!

Chi avrà modo di leggere le sue farneticazioni, potrà apprezzarne i toni da inquisizione e i contenuti prossimi allo zero, decidendo in piena coscienza e autonomia di giudizio quale valore possano avere. Va detto comunque che stiamo parlando di un ricercatore che ha prodotto molto valido materiale sull’argomento delle scie chimiche, tanto che abbiamo postato alcuni suoi articoli anche nel nostro sito (e addirittura favorevolmente recensito un suo libro sulla rivista). Purtroppo, la sua ricerca si è tramutata in ossessione, il suo attivismo in una crociata contro gli infedeli e la sua lucidità in paranoia: avrei dovuto intuirlo al primo indizio, quando alcuni anni fa se la prese con Massimo Mazzucco, a suo dire scientemente colpevole di aver utilizzato per la homepage del suo sito luogocomune.net un’immagine in cui (secondo lui) erano rappresentate delle scie chimiche… (disinformazione subliminale?) Sia quel che sia, questo è il triste risultato delle persone che si prendono troppo sul serio, che si sentono detentrici dell’Unica Verità, senza nemmeno rendersi conto del grave danno che arrecano proprio alla causa che sostengono di difendere. A sua parziale discolpa, riconosco che mister X ha subìto molestie non di poco conto da certi personaggi piuttosto equivoci, ma mi domando se almeno una parte di esse non siano state, se non istigate, quanto meno favorite da certi suoi comportamenti.

Avrei voluto spendere meglio questo tempo e queste energie occupandomi di questioni ben più importanti, ma questa puntualizzazione mi sembrava doverosa. Ora il vostro debunker vi lascia: l’11 settembre si avvicina e c’è un sacco di disinformazione da preparare e diffondere per l’occasione...

lunedì 26 luglio 2010

LA METAFORA PERFETTA


In attesa di rispondere in maniera conclusiva a Paolo Attivissimo nel riacceso dibattito sulle scie chimiche, desidero condividere con voi un divertentissimo brano di Woody Allen che secondo me è una metafora perfetta dell'interminabile controversia tra sostenitori e negatori del fenomeno... buon divertimento!

Il carteggio epistolare Gossage-Vardebedian

Mio caro Vardebedian,
sono rimasto alquanto rattristato questa mattina quando, guardando fra la posta, mi sono accorto che la mia lettera del 16 settembre contenente la ventiduesima mossa (cavallo muove nella quarta casella di re) mi è stata respinta a causa di un piccolo errore di spedizione – ho dimenticato il tuo nome e il tuo indirizzo (ma come si può essere freudiani!) e non ho messo il francobollo. Che io sia rimasto disorientato
ultimamente per le vicissitudini della Borsa non è un segreto, ma non voglio offrire ciò come scusa per la mia negligenza e monumentale inettitudine, malgrado in quel suddetto 16 settembre sia stato toccato il fondo di quella lunga spirale discendente che ha fatto crollare definitivamente l’Amalgamated AntiMatter dal novero delle grandi società, riducendo il mio agente di cambio alle dimensioni di un legume.
Avevo lazzaronato, scusami. Il fatto che tu non abbia notato la mancanza di quella lettera, indica un certo disorientamento da parte tua che attribuisco al poco zelo, ma il cielo sa che tutti noi possiamo sbagliare. Questa è la vita e il gioco degli scacchi. Orbene, l’errore è venuto a galla e ne seguirà una semplice rettifica. Se tu volessi essere così gentile da muovere il mio cavallo nella quarta casella di re, ritengo che potremmo proseguire con maggiore precisione il nostro piccolo gioco.
 L’annuncio di scacco matto che hai fatto nella tua lettera di questa mattina temo, in tutta franchezza, che sia un falso allarme e, se riesaminerai le posizioni alla luce della scoperta odierna, ti accorgerai che è il tuo re a rischiare di essere messo sotto scacco esposto ed indifeso come un bersaglio immobile per i miei alfieri predatori. Che ironia, le vicissitudini di una guerra in miniatura! Il destino, nella veste dell’ufficio “Lettere non Reclamate”, diventa onnipotente e – voilà – tutto si capovolge.
Una volta ancora ti prego di accettare le più sincere scuse per la mia sfortunata disattenzione ed attendo con ansia la tua prossima mossa. Ti accludo la mia quarantacinquesima mossa: il mio cavallo mangia la tua regina. 
Sinceramente,
 GOSSAGE

Gossage,
 ho ricevuto questa mattina la lettera contenente la tua quarantacinquesima mossa (il tuo cavallo mangia la mia regina?) e anche la lunga spiegazione sulla corrispondenza di metà settembre non pervenuta. Secondo te, stando ad una lettera andata smarrita ventitré mosse fa, il tuo cavallo che ho tolto dalla scacchiera settimane addietro dovrebbe trovarsi nella quarta casella di re. Non riesco a capire un errore
del genere, poiché ricordo chiaramente che hai effettuato una ventiduesima mossa che, ritengo, fosse quella della tua torre nella sesta casella di regina dove venne successivamente sacrificata in uno dei tuoi gambitti miseramente fallito. Attualmente la quarta casella di re è occupata dalla mia torre e, dato che sei rimasto senza cavalli malgrado la faccenda dell’ufficio Lettere non Reclamate, non comprendo
chiaramente quale pezzo tu stia usando per catturare la mia regina. Dato che la maggior parte dei tuoi pezzi è bloccata, penso che tu voglia spostare il tuo re nella quarta casella d’alfiere (la tua unica possibilità) – un adattamento che mi sono permesso di fare e, quindi, di fronteggiare con la mia mossa odierna, la quarantaseiesima, con cui mangio la tua regina mettendo sotto scacco il re. Ora la tua lettera diventa più chiara. 
In fede,
VARDEBEDIAN

Vardebedian,
ho appena finito di leggere attentamente la tua ultima lettera, quella contenente la strana quarantaseiesima mossa che riguarda la rimozione della mia regina da una casella in cui non si trova più da quindici giorni. Dopo un calcolo paziente, credo di avere capito la causa della tua confusione ed incomprensione dei fatti. Che la tua torre si trovi nella quarta casella di re è impossibile come l’esistenza di due cristalli di neve identici. Se fai riferimento alla nona mossa del gioco, ti renderai chiaramente
conto che la tua torre è stata presa da un bel pezzo. Effettivamente, si è trattato di quello stesso ardito sacrificio che ha scardinato la tua formazione centrale e ti è costato entrambe le torri. Che cosa stanno facendo ora sulla scacchiera? Vorrei farti presente che è successo quanto segue: lo scompiglio turbinoso a destra e a manca provocato dalla mia ventiduesima mossa ti ha lasciato in uno stato di lieve confusione mentale e, nell’ansia di mantenere le posizioni, non hai notato che la mia solita lettera non arrivava ed hai, invece, mosso i tuoi pezzi due volte assicurandoti un vantaggio alquanto sleale, non è vero? Quel che è fatto è fatto e ritornare meticolosamente sui nostri passi sarebbe difficile, se non impossibile. Pertanto, mi sembra che il modo migliore di rimediare all’intera faccenda è che tu mi dia l’opportunità di due mosse consecutive. Quel che è giusto è giusto.
 Per prima cosa, allora, prendo il tuo alfiere con il mio pedone. Quindi, dato che questa mossa lascia la tua regina scoperta, prendo anche lei. Penso che ora si possa procedere con le ultime mosse senza ostacoli. 
Sinceramente, 
GOSSAGE


P.S.: Accludo uno schema che mostra esattamente come si presenta ora la scacchiera, per tua opportuna cognizione circa le mosse finali. Come puoi notare il tuo re è intrappolato, scoperto e solo nel centro della scacchiera. I miei migliori saluti. G.

Gossage,
 ho ricevuto oggi la tua ultima lettera, e, benché fosse scarsa di coerenza, credo di capire a cosa sia dovuto il tuo smarrimento. Dallo schema che mi hai allegato è chiaro che da sei settimane stiamo giocando due partite completamente diverse: la mia, secondo la corrispondenza intercorsa; la tua, secondo criteri empirici anziché secondo criteri razionali. La mossa del cavallo che è andata apparentemente perduta nella corrispondenza sarebbe stata impossibile al momento della ventiduesima mossa, poiché il pezzo si trovava sul bordo dell’ultima colonna e la mossa che descrivi lo avrebbe fatto cadere sul vassoio accanto alla scacchiera.
In quanto ad accordarti le due mosse consecutive per compensare quella probabilmente smarrita nella posta, tu scherzi, caro mio. Ti accordo la prima mossa (tu prendi il mio alfiere) ma non ti posso concedere la seconda e, poiché ora è il mio turno, ribatto prendendo la tua regina con la mia torre. Il fatto che tu asserisca che non ho torri significa poco, in verità, dato che mi basta una semplice occhiata alla scacchiera per vederle svettare con astuzia e vigore. 
Infine, quello schema che nella tua fantasia dovrebbe rappresentare la scacchiera, fa venire in mente un gioco scombinato come solo i Fratelli Marx riuscirebbero a fare e, benché divertente, contrasta notevolmente con quanto hai appreso dal Trattato di Scacchi di Nimzowitsch che sottraesti lo scorso inverno dalla biblioteca ed infilasti sotto il golf, cosa che ti ho visto fare. 
Ti suggerisco di studiare lo schema qui accluso e ridisporre la tua scacchiera in conformità, in modo che
si possa terminare la partita con una certa precisione.
 Fiduciosamente,
 VARDEBEDIAN

Vardebedian, 
non desiderando tirare in lungo una faccenda già confusa (so che la recente malattia ha lasciato la tua fibra, solitamente robusta, piuttosto scombussolata e ti ha causato una lieve frattura col mondo reale) colgo l’occasione per sciogliere questo sordido groviglio di circostanze prima che giunga fatalmente ad una conclusione kafkiana.
Se mi fossi reso conto che non eri abbastanza gentiluomo da concedermi una seconda mossa compensatrice, la mia quarantaseiesima, non avrei permesso che il mio pedone prendesse il tuo alfiere. Secondo il tuo schema, infatti, i due pezzi erano collocati in modo da renderlo impossibile, legati come siamo al rispetto delle regole della Federazione Mondiale Scacchistica e non a quelle della Commissione Pugilistica dello Stato di New York. Senza dubitare dell’efficacia della tua intenzione di prendere la mia regina, obietto che si giunge ad un risultato disastroso quando ti attribuisci un tale potere dittatoriale ed arbitrario per mascherare errori tattici con doppiezza ed aggressività – un’abitudine che hai denunciato nei nostri leaders mondiali alcuni mesi fa nel tuo articolo “De Sade e la Non-Violenza”. Sfortunatamente, dato che il gioco non ha avuto respiro, non sono stato in grado di calcolare con esattezza in quale casella avresti dovuto rimettere il cavallo sottrattomi e suggerisco di lasciar decidere alla sorte, mentre io chiudendo gli occhi lo getto nuovamente sulla scacchiera, accettando per buona la posizione in cui cadrà. Ciò dovrebbe aggiungere un pizzico di imprevisto al nostro breve incontro. La mia quarantasettesima mossa è: la torre cattura il tuo cavallo. 
Sinceramente,
 GOSSAGE

Gossage, 
quanto è curiosa la tua ultima lettera! Volonterosa, concisa, con tutti gli elementi che sembrerebbero compendiare ciò che nell’ambito di certi gruppi avanzati passa per effetto comunicativo, però tutta permeata di quello che Jean-Paul Sartre ama definire “nullità”. Si resta improvvisamente colpiti da un profondo senso di disperazione, mentre balza vivido alla mente il ricordo di diari lasciati da taluni esploratori sperdutisi al Polo o il ricordo delle lettere di soldati tedeschi da Stalingrado. È affascinante come i sensi si disintegrino quando affrontano una subitanea triste verità e corrano all’impazzata in un accesso di follia sanguinaria, dando corpo ai miraggi e costruendo una precaria barriera contro gli assalti di una esistenza troppo terrificante.
 Sia quel che sia, amico mio, ho appena trascorso gran parte della settimana a ricercare il filo di quel pazzo vaneggiare che è la tua corrispondenza, nello sforzo di sistemare le cose perché la nostra partita possa concludersi una volta per tutte. La tua regina è andata, salutala e buttala da parte, come pure le tue torri.
 Analogamente scordati di un alfiere perché te l’ho preso. Quell’altro è piazzato in modo così inefficace e fuori gioco che non devi contarci, altrimenti ti si spezza il cuore.
 Circa il cavallo che hai perduto lealmente ma che rifiuti di abbandonare, l’ho ricollocato nella sola posizione concepibile per poterti seguire nel più incredibile groviglio di inortodossie dall’epoca in cui i Persiani hanno escogitato questo passatempo. Esso si trova nella settima casella del mio alfiere e, se riesci a tenere insieme le tue labili facoltà mentali quanto basta per valutare la scacchiera, noterai che questo agognato pezzo ora blocca al tuo re l’unica uscita dalla mia morsa stringente. Mi torna comodo che il tuo avido complotto si sia volto a mio vantaggio! Il cavallo rientrato slealmente in gioco silura la tua mossa finale.
La mia mossa è: regina nella quinta di cavallo e ti predico scacco in una sola mossa.
 Cordialmente,
 VARDEBEDIAN

Vardebedian,
 è ovvio che la continua tensione dovuta alla difesa di una serie di torpide posizioni senza speranza ha reso pigro il delicato meccanismo del tuo apparato psichico, trasformando la tua capacità di comprensione dei fenomeni esterni in una sottile carta velina. Non mi dai altra alternativa che porre fine rapidamente e misericordiosamente alla contesa, allentando la pressione prima che possa lasciarti danneggiato in permanenza.
 Cavallo – sì, cavallo! Nella sesta di regina. Scacco. 
GOSSAGE

Gossage,
 Alfiere nella quinta di regina. Scacco matto.
 Mi spiace che la competizione ti abbia eccessivamente provato ma, se può esserti di consolazione, ti dirò che parecchi maestri locali di scacchi dopo aver osservato la mia tecnica, non si sono più fatti vedere. Se vuoi una rivincita, ti suggerirei di provare a giocare a Scarabeo che è un mio passatempo di interesse abbastanza recente in cui chiaramente non riuscirei a vincere con tanta facilità.
 VARDEBEDIAN

Vardebedian,
Torre nell’ottava di cavallo. Scacco matto.
 Invece di tormentarti con ulteriori dettagli sul mio scacco matto, poiché penso che tu sia essenzialmente un buon uomo (un giorno qualche tipo di terapia mi darà ragione), accetto di buon grado l’invito a giocare a Scarabeo. Tira fuori la tua scatola. Poiché a scacchi hai giocato con i pezzi bianchi e, quindi, hai goduto del vantaggio della prima mossa (se avessi conosciuto le tue limitazioni, ti avrei controllato con più cura) tocca a me la prima mossa.
 Le sette lettere che ho appena pescato sono O, A, E, J, N, R e Z: un miscuglio di lettere niente affatto promettente che dovrebbe garantire, anche al più sospettoso, l’onestà della mia giocata. Fortunatamente però il mio vasto lessico associato all’inclinazione per i termini esoterici, mi consente di attribuire un ordine etimologico a quello che, per uno meno colto, può sembrare un guazzabuglio. La mia prima parola e “ZANJERO”. Cercala pure. Ora disponila orizzontalmente sul cartellone, con la E collocata nella casella centrale. Conta attentamente, senza dimenticare il doppio punteggio per la parola ottenuta con la mossa di apertura e il premio di cinquanta punti per aver utilizzato tutte e sette le lettere pescate. Il punteggio ora è di 116 a 0.
A te muovere. GOSSAGE